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Tour " T-essere Memoria"

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ETNOGRAFICO DEL TEVERE

Nel 2004, l’Associazione “Ecomuseo del Fiume e della Torre”, attraverso la raccolta di testimonianze orali di donne e uomini anziani (i nostri “tesori viventi”), iniziò una serie di ricerche
che consentirono il recupero di oggetti, strumenti di lavoro, documenti e immagini esposti in questo ex edificio scolastico costruito nei primi anni del ‘900. Oggetti che raccontano la vita vissuta in quest’area del Tevere, in un periodo di tempo che va dalla metà dell‘800 alla fine del ‘900. Vecchie cose, donate dagli abitanti, provenienti da fienili, case coloniche, abitazioni di paese, botteghe artigiane, sartorie, magazzini; attrezzi per il lavaggio dei panni, la lavorazione della canapa, la raccolta della legna, della ghiaia, la lavorazione dei campi, la raccolta e la lavorazione dei cereali, i mezzi di trasporto, strumenti musicali. E ancora, strumenti per la pesca, materiale scolastico, vecchi giocattoli, figurine, foto e cartoline, documenti riposti disordinatamente negli armadi, nei cassetti, in scatole di cartone: oggetti non più tilizzabili ma che raccontano un tempo non troppo lontano.
“Da n’buio a l’altro” era la giornata lavorativa dei contadini, delle lavandaie, dei muratori, dei carrettieri, ecc, che iniziava prima dell’alba e si concludeva dopo il tramonto. Gli oggetti raccontano la vita dei campi, quella che si svolgeva nelle stalle, quella svolta lungo il Tevere e i fossi, la vita nella scuola e fuori, il canto nelle botteghe, ecc. La vita come un intreccio, come un “tessuto”, fatto “d’ordito” (il paesaggio, i luoghi vissuti) e di “trama” (le tradizioni, il lavoro delle comunità, i linguaggi, la religione ecc.)
Le varie installazioni etnografiche dell’esposizione non ricostruiscono gli ambienti originali, ma diventano occasione di ricordi, di racconti, da cui emergono le fatiche, le rinunce, i valori,
e l’ingegno della civiltà del Tevere.
T-ESSERE MEMORIA è il tentativo di tenere stretto il filo delicato che lega tra loro le generazioni, di salvare le “tracce” di questo passato che, nel tempo, ha subito profonde trasformazioni, ma,
ripercorrendo la documentazione esposta, favorisce l’annullamento delle distanze e queste “tracce”ci aiutano a riflettere, a non restare indifferenti, a prendere una posizione per recuperare quei valori positivi utili per una nuova visione di comunità.

Tour virtuale

Le scene rappresentano la maggior parte dei reperti del centro raggruppati in due sale: "La musica, la casa e le attività del luogo" e la  "Lavorazione dei tessuti". Per ciascuna di queste sono stati realizzati u tour generale della sala ed un secondo con gli hotspot (foto e descrizione).

Le canzoni del sottofondo delle 4 scene sono cantate dalla "Brigata Pretola" e dalla "Nuova Brigata Pretolana". Il sottofondo si attiva cliccando sul piccolo ingranaggio presente in alto a destra.

Brigata Pretolana

Scena 1 - "Le ragazze pretolane"; Scena 2 - "Canto alla mietitora"

Nuova Brigata Pretolana

Scena 3 - "La massaia nell'aia"; Scena 4 - "Bella ciao"